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Invalidità oncologica, Iannelli (FAVO): «Semplificazione per i pazienti se è oncologo a compilare certificato introduttivo»

  • 21 Gen 2022
  • Aurum Assistance
  • cancro, certificato oncologico, invalidità, oncologo, Salute
  • Nessun commento
invalidita-oncologica,-iannelli-(favo):-«semplificazione-per-i-pazienti-se-e-oncologo-a-compilare-certificato-introduttivo»

Semplificare la vita delle persone più fragili, come i malati oncologici, è lo scopo del protocollo operativo, condiviso tra le istituzioni sanitarie nazionali e regionali e l’INPS, per l’attuazione uniforme del certificato oncologico telematico introduttivo presso ciascuna Regione e Provincia Autonoma. Dietro una banale semplificazione burocratica si nasconde in realtà un passaggio chiave che consentirà ai pazienti oncologici di ridurre notevolmente i passaggi per ottenere la certificazione di invalidità dovuta alla patologia. Un risparmio di tempo e denaro che certo non ridà indietro la salute ma sicuramente giova al morale di chi, già provato dalla malattia, si ritrova imprigionato in un ginepraio di norme e passaggi per far valere i propri diritti.

I numeri dicono che la semplificazione in materia, messa in atto in via sperimentale da alcune aziende ospedaliere anche se in forme diverse, ha prodotto un aumento del 10% domande di disabilità relazionate a nuove diagnosi cancro all’anno, la riduzione del tempo intercorso tra diagnosi e presentazione domanda da una media di 121 giorni a 67 giorni; il 100% dei pazienti valutati entro 15 giorni; la netta riduzione del numero di riesami.

«Agenas ha deciso di dare una accelerazione a questo processo che in realtà era già in fieri e che è di competenza Inps» commenta Elisabetta Iannelli, Segretario generale FAVO, Federazione della Associazione di volontariato in oncologia. Agenas, infatti, nell’ambito dell’Osservatorio delle Reti Oncologiche Regionali, ha promosso un gruppo di lavoro sui Diritti esigibili del Paziente Oncologico a cui partecipano rappresentanti dell’Agenzia, del Ministero della Salute, di società scientifiche e FAVO, al fine di promuovere l’efficientamento delle procedure di riconoscimento dei diritti esigibili dei pazienti oncologici. «Questo passaggio è importante, va ora realizzato in maniera uniforme su tutto il territorio italiano. In questo è stato prezioso il lavoro di senso Agenas che ha sollecitato l’Inps. Questo per noi è molto positivo».

Il Certificato oncologico introduttivo

L’iter per ottenere la certificazione di invalidità è più lungo e laborioso di quanto si possa pensare. Il primo step è la visita dallo specialista, con la conseguente diagnosi oncologica: si presume che i trattamenti chemioterapici, chirurgici, radioterapici necessari comporteranno nei mesi a seguire un piano terapeutico con effetti collaterali abbastanza rilevanti e una condizione temporanea di disabilità che dovrà essere accertata periodicamente.

Il paziente, dunque, riceve una diagnosi e viene trascritto un piano terapeutico. A quel punto ha necessità di avere un accertamento della condizione di disabilità oncologica, quindi invalidità e handicap, prerequisito per poter accedere a tutele giuridiche anche sul lavoro per sé e per il caregiver. Inoltre, si ha diritto, se si possiedono i requisiti reddituali, anche a benefici di tipo economico (assegno o pensione di invalidità).

A questo punto bisogna fare domanda all’Inps che convocherà la persona a visita o valuterà sulla base della documentazione sanitaria: l’istituto di previdenza, alla fine del procedimento, emetterà (o meno) un verbale di invalidità o handicap. Per poter iniziare questo procedimento il primo atto è il certificato introduttivo oncologico che viene fatto da un medico certificatore abilitato al sistema Inps che normalmente è il medico di medicina generale ma che può essere tranquillamente lo specialista oncologo, il medico chirurgo, il radioterapista, ecc.

«Oggi – spiega Elisabetta Iannelli – normalmente accade che il paziente si fa compilare una relazione clinica, anche cartacea, dallo specialista, la porta al medico di base, il medico inserisce i dati che ritiene rilevanti in questo certificato telematico e invia all’Inps. Le spese del certificato sono a carico del paziente perché l’invio della certificazione non rientra nella convenzione del servizio sanitario ma è una attività libero professionale che svolge il medico di base».

«Sarebbe auspicabile – continua il Segretario Generale della FAVO – che si arrivi in tutta Italia a far sì che sia l’oncologo che fa la diagnosi a compilare e inviare il certificato introduttivo. Se questo certificato non viene compilato correttamente e in maniera completa, la commissione può compiere una valutazione erronea o chiedere una integrazione della documentazione clinica. Chiaramente, se questo certificato viene redatto direttamente da chi fa la diagnosi, che è la persona più competente, il sistema è più efficiente e c’è una semplificazione per i pazienti».

Il certificato è solo il primo passaggio dell’iter burocratico: entro 90 giorni dalla presentazione telematica del certificato oncologico bisogna compilare la domanda amministrativa collegata al codice che viene fornito dal medico certificatore e solo in quel momento poi viene comunicata la data della visita in presenza o la comunicazione che valuteranno la condizione in base alla documentazione presentata.

L’obiettivo del protocollo

Con il protocollo, si punta dunque ad uniformare questa procedura su tutto il territorio e viene prevista una formazione FAD fatta dall’Inps rivolta ai medici certificatori.

«Dal nostro punto di vista – conclude Iannelli – questo è un passaggio auspicato perché semplifica la vita ai pazienti. Una decina di anni fa, mettendo insieme oncologici di Aiom e medici legali di Inps, è stato costruito questo certificato con un format molto semplice: anamnesi, diagnosi e piano terapeutico. È stato utilizzato prevalentemente per necessità dai medici di medicina generale. Ora ci stiamo avviando verso una applicazione più uniforme e capillare sul territorio e sarebbe sicuramente più efficiente un sistema in base al quale nel centro in cui sei curato oltre alla diagnosi fanno partire la domanda per l’invalidità. Questo elimina passaggi come quello di andare dal medico di base o dal patronato»

 

 

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Tags: cancro, certificato oncologico, invalidità, oncologo, Salute

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